
E' il quinto progetto degli AREA, destinato a segnare una nuova evoluzione del gruppo. Un lavoro caratterizzato da sonorità balcanico-mediterranee, dal sound sempre spigoloso, ricco di innesti jazz ed elettronico-sperimentali. Dopo “Are(A)zione”, un disco ricco di voglia di stare insieme, vivo, ma che annuncia, al tempo stesso, il disagio degli anni che verranno, anni difficili e contradditori. Gli Area esaminano qui l'esperienza del gruppo aperto e chiamano a raccolta grandi musicisti provenienti da sfere culturali molto lontane fra loro: dal quartetto d'archi, al suono dell'antichissima txalaparta basca, dal sassofonista Steve Lacy al percussionista Paul Lytton...suoni contrastanti per un album stridente, esplosivo…un disco che fa pensare!
Piano elettrico, Pianoforte, Sintetizzatore ARP Odissey: Patrizio Fariselli Chitarra elettrica, Sintetizzatore Tcherepnin, Rasoio elettrico a batterie: Paolo Tofani Voce, Organo Hammond, Campane, Voce filtrata: Demetrio Stratos Batteria: Giulio Capiozzo Basso elettrico, Contrabbasso: Ares Tavolazzi
| 1 | Evaporazione | 1'45" | |
| 2 | Diforisma urbano | 6'18" | |
| 3 | Gerontocrazia | 7'30" | |
| 4 | Scum | 6'30" | |
| 5 | lI massacro di Brandeburgo numero 3 in sol maggiore | 2'20" | |
| 6 | Giro, giro, tondo | 5'55" | |
| 7 | Caos (parte seconda) | 9'00" |