
Gli Area hanno scritto tra le pagine più importanti della storia del rock Italiano. Questo LP, il primo dei sei pubblicati dal '73 al '76, ha subito evidenziato come la musica degli Area non fosse una copia mal venuta di quello che era il rock progressivo fuori dall’Italia ma, piuttosto, una nuova forma di prog-rock intrisa di una serie di elementi originali quali il jazz, inattesi e geniali cambi di tempo, creazioni, pazzie stilistiche, e, soprattutto, l'irraggiungibile voce di Demetrio Stratos, per una miscela fuori dal comune, mai udita fino a quel momento. “Arbeit macht frei” fu l'inizio della storia. Un viaggio tra ritmi cadenzati, cupe atmosfere create per un nuovo jazz, che esce dalla sua canonicità e diventa strumento per nuove incredibili soluzioni. Un disco irraggiungibile per coraggio e spaziosità di vedute che oggi, a trent'anni dalla sua pubblicazione, suona ancora tremendamente nuovo.
Ance: Victor Edouard Busnello Percussioni: Giulio Capiozzo Basso, Contrabbasso: Yan Patrick Ehrard Djivas Piano, Piano elettrico: Patrizio Fariselli Organo, Voce, Steel drums: Demetrio Statos Chitarra, VCS3: Paolo Tofani
| 1 | Luglio, agosto, settembre (nero) | 4'00" | |
| 2 | Arbeit macht frei | 7'56" | |
| 3 | Consapevolezza | 6'06" | |
| 4 | Le labbra del tempo | 6'00" | |
| 5 | 240 chilometri da Smirne | 5'15" | |
| 6 | L'abbattimento dello Zeppelin | 6'52" |